A YALE LA SETTIMANA DEL SESSO
AL POLITECNICO DI MILANO BASTA 30 E LODE
Nella famosa università dove hanno studiato anche Bush e Clinton, si è conclusa la Settimana del Sesso. Secondo l’organizzatore Eric Rubenstein, la settimana del sesso serve per aprire discussioni sull’amore, l’intimità, il romanticismo, in coincidenza con il giorno di San Valentino e distrarre gli studenti di Yale, spesso solitari e depressi. In effetti è stata poco più che una settimana di baccanali. Mi immagino la reazione degli studenti nel corso di seminari come “ Il condom non serve solo per fare gavettoni”, o “ La storia del vibratore “, o ancora “ Il kamasutra come disciplina olimpica “. Altre sessioni hanno coinvolto un gruppo di pornostar, condotto lezioni di streap tease , sfilate di lingerie. Insomma una pacchia .
Tutt’altra atmosfera, invece, al Politecnico di Milano, corso di studi di Ingegneria Gestionale, dove il consiglio del corso ha deliberato che “ tutti i corsi della Laurea Specialistica, devono avere un punteggio medio annuale non superiore a 25 trentesimi, cui i docenti devono attenersi obbligatoriamente “. Non solo, ma gli studenti sono stati invitati a non rifiutare i 18 , 20 , 21 che si sono visti affibbiare per decreto. Una decisione illogica e improvvisa che porta come conseguenza a una serie di voti vicini al 30 o al 20 perchè la media deve essere 25 . Un tentativo sperimentale (sempre sulla pelle degli studenti), come ha spiegato il rettore del politecnico, Giulio Ballio: “E’ un servizio che diamo . Vogliamo evitare un appiattimento verso i voti alti e che gli studenti, continuando a rifiutare i punteggi ottenuti, si laureino in quattro anni anzichè in due (ma se il corso è solo al secondo anno!! ). E’ il solito modo all’italiana di imporre le regole strada facendo, danneggiando chi in quel momento si trova in quel tratto .Regole assurde, impraticabili e ingiuste, che non mancheranno di generare proteste. Ma dispiace soprattutto che questo avvenga proprio nel famoso Politecnico. Poi si lamentano della fuga di talenti. Ma secondo voi, davanti alla prospettiva di scegliere un master, andreste nella gelida Università di Milano o nella bacchettona Yale ?