ELEZIONI AMMINISTRATIVE
LE RAGIONI DELLA SCONFITTA DELLA SINISTRA
I risultati delle consultazioni amministrative non sempre sono correlate con l’operato del governo in corso. Basta ricordare le volte che Berlusconi è stato sconfitto in periferia nel corso del suo governo. Nelle ultime elezioni, al contrario, ha influito pesantemente il giudizio sul governo, lasciando un interrogativo sulle possibilità che questo esecutivo possa continuare a governare.
Indubbiamente l’azione del governo sembra aver fallito su tutte quelle tematiche care agli elettori, come la sicurezza, il problema degli immigrati, il fisco, il lavoro, dando la priorità ad argomenti come l’indulto piuttosto che al conflitto di interessi, ancora una volta angosciato dalla paura di affrontarlo in maniera decisa. Ci si è intestarditi nello scontro su DICO, gay, temi minoritari anche se hanno la loro importanza, dando l’impressione che fossero i problemi più rilevanti che il paese dovesse affrontare. Non passava giorno che i rappresentanti della sinistra estrema, non si facessero vedere alle manifestazioni di gay e trans. Un’esagerazione, come se all’improvviso il mondo si sia scoperto a maggioranza omosessuale. Vivaddio, mai vista una manifestazione per l’orgoglio eterosessuale! Sul problema della famiglia la distanza con l’elettorato si è dimostrata enorme e si sa quanto incida in Italia l’elettorato cattolico. Nelle ultime consultazioni problemi di sicurezza, immigrati, lavoro, sono stati affrontati con più incisività dal centro destra, specie dalla Lega che ha capito più degli altri la crisi di relazione tra il Nord e lo Stato Nazionale.
Prendiamo la battaglia per la sicurezza. Le classi sociali più deboli, quelle che vivono nelle periferie, sono quelle che sentono maggiormente l’esigenza di protezione. E anche se occorre farsi carico di certe emergenze, le risposte di Lega e FI sono state più convincenti.E’ vero che la sconfitta del centro sinistra è stata schiacciante nelle regioni settentrionali, ma è proprio qui che si trovano la maggior parte di artigiani, piccoli imprenditori, che non hanno ottenuto risposte positive sulla diminuzione della pressione fiscale. Anche il ceto medio si è sentito lontano dalle posizioni del governo, specie quelle famiglie con redditi vicino ai 40 mila euro, che sono state considerate ricche.
Il ceto medio del nord, ha sempre puntato sul lavoro con una mentalità liberista e il centro sinistra dovrebbe tenere conto di più di questa esigenza.Il governo non è stato in grado di percepire che la classe operaia non è più quella del secolo scorso e, anche quando non riesce ad arrivare a fine mese con quello che guadagna, spesso non riconosce più l’appartenenza alle sue radici. Oggi è scomparso lo zoccolo duro. L’elettorato è mobile e si sposta in conseguenza delle risposte che ottiene. E’ ovvio che questo elettorato non ha ottenuto dal governo le risposte che si aspettava. Un’ultima considerazione va alla comunicazione, dove l’esecutivo ha dimostrato grande manchevolezza, in particolare nella presentazione della Finanziaria. Oggi più che ieri, bisogna saper comunicare, motivare, perché le riforme impopolari ma necessarie, vanno spiegate con un grosso lavoro di educazione. Chi va al voto si esprime per quello che ha percepito.





