AL VOTO CON SCARPETTE CHIODATE
Ho tirato fuori dall’armadio le mie vecchie scarpe running. A votare vado da solo e senza l’auto. Non voglio condizionamenti, desidero meditare in solitudine. In effetti, se mi danno quattro o cinque schede tra elezioni comunali, provinciali regionali e nazionali, è giusto che mi prenda il mio tempo senza fare confusione. Lo dirò per tempo a Nathalie per darle la possibilità di organizzare i suoi mille impegni, di solidarietà e non solo. Oggi è andata allo zoo per aiutare il guardiano che ha avuto una crisi di appendi-cite e non sa più come stendere le scimmie ad asciugare dopo il bagno. Glielo dirò a tempo debito, basterà sottrarlo da tutto quello che abbiamo a credito. Al voto con me non ci voglio nessuno. Bene ha fatto Veltroni a correre da solo alle elezioni di Aprile. Perdere sicuramente in cattiva compagnia o perdere in solitudine che differenza fa! Per lo meno è riuscito a mettere in allarme il cavaliere, tentato anche lui dalla eccitante avventura alla Robinson. Ma la sua età non lo permette e così, pare, si farà accompagnare sotto la stessa bandiera da Fini, con la stizza di Bossi e Casini. Del resto Silvio prende cantonate a ripetizione, pur senza l’impegno del dopo scuola. Il cavaliere errante, come lo definisce Nathalie, sia che sbagli le vocali quando usa i suoi tanti cavilli della scuderia di Arcore, sia quando si avventura in aforismi dal sapore antico. Ancora bravo Veltroni a voler correre da solo. Dove non c’è riuscito il Parlamento ad eliminare i mille partitini di destra e di sinistra, forse ci riesce lui con un paio di scarpette chiodate e una corsetta in solitudine.