QUANDO
Tommaso Barbato, l’uomo dello sputo in Senato, lascia l’UDEUR. «Dopo quindici anni
di impegno intenso e vero nel partito di Clemente Mastella, durante i quali non mi sono
mai risparmiato in Campania, per la mia gente, e, da ultimo, nell'aula parlamentare
del Senato, giungo alla dolorosa decisione di lasciare il partito. Un partito nel quale
ho dato fino ad oggi il massimo di lealtà e per il quale non mi sono mai tirato indietro,
anche nei momenti più difficili».
«Lascio dopo una sofferta ma ponderata decisione: avrei potuto farlo prima, lo faccio,
invece, soltanto oggi, constatando l'assoluta mancanza di un progetto politico valido
per affrontare con chiarezza e coerenza l'imminente tornata elettorale e i futuri scenari
politici. Lascio, perché, da uomo semplice, ho vissuto e vivo con sofferenza la mancanza
di un disegno politico organico in grado di dedicarsi prima di tutto al bene del Paese e
poi a logiche di schieramento». E ancora: «Lascio, infine, perché questo Udeur non é
più casa mia».
Questo santo di onestà e lealtà confluirà nel Mpa di Raffaele Lombardo.
Sembra prossimo all'addio anche Mauro Fabris, ex capogruppo dei deputati dell’UDEUR.
Già uscito dal partito, invece, il vicesegretario Antonio Satta .
Tutta gente onesta che ha nell’olfatto il migliore dei cinque sensi e che ha fiutato per
tempo l’olezzo del cadavere di Mastella ( chi la fa l’aspetti). Forse non valeva la pena
citare questi signori, ma sono un campione rappresentativo del cattivo agire in funzione
del proprio egoistico tornaconto, a tutto danno di quei poveri ingenui che continuano
a presentarsi responsabilmente alle urne.





